Storie: dalla classe VII…la gita di astronomia!

In VII classe il piano di studi accompagna il ragazzo ad affrontare il mondo col racconto delle esplorazioni geografiche del 1500 e lo porta a volgere lo sguardo verso la sconfinata distesa del cielo, un tempo mappa e orientamento dei naviganti. Domenica 22 gennaio, insonnoliti e infreddoliti abbiamo preso il bus delle 5:30 da Taranto per iniziare un viaggio che ci avrebbe portato a esplorare i cieli e i boschi dell’Umbria. Dopo lunghe ore sui mezzi siamo finalmente arrivati alla stazione di Terontola-Cortona, in provincia di Perugia, dove ci siamo riuniti con i maestri e i ragazzi di altre tre scuole Waldorf del centro Italia. Sul bus che ci accompagnava risalendo i colli attorno al lago Trasimeno illuminato dal sole, i ragazzi hanno iniziato timidamente a conoscere i compagni con cui avrebbero trascorso quattro giorni di condivisione e lavoro. Al rifugio Foresta Fonte Spugna, in una stanza calda e allietata dalla musica del piano del maestro Matteo, ci attendeva il maestro Alessandro, un anziano, ma energico maestro, che da molti anni organizza le uscite di astronomia. Dopo una calda cena siamo andati tutti nelle nostre stanze a dormire…in realtà per qualche ora non proprio tutti nelle proprie stanze, perché i ragazzi erano ansiosi di conoscersi.

Al mattino, uscendo sul prato davanti alle casette di legno ho notato che cadeva qualche timido fiocco di neve e durante la colazione il cielo è diventato bianco con un turbinio di delicati ciuffetti di neve, che in poco tempo hanno iniziato ad ammantare ogni cosa di un candido velo. Ci siamo divisi in gruppi per procedere con il lavoro di euritmia con la maestra Annamaria e con le prime considerazioni sul moto del Sole con il maestro Alessandro, ma nelle pause i ragazzi si scatenavano in battaglie a palle di neve, che ormai copriva copiosa il terreno. Così dopo pranzo ci siamo recati nel bosco, attraversando un paesaggio silenzioso e incantato, dopo l’abbondante nevicata. Il cielo era completamente coperto e abbiamo continuato il lavoro all’interno studiando sulla carta i movimenti del Sole, disegnandoli sui quaderni e annotando quanto il maestro Alessandro illustrava alle classi. Verso il tramonto il cielo a ovest si è finalmente aperto e i ragazzi hanno potuto misurare l’altezza di Giove e Venere con i quadranti costruiti a casa. Dopo cena e dopo il racconto nella sala comune ci siamo salutati per andare a dormire, mentre i ragazzi uscivano per recarsi alle camere il maestro Fabrizio ha annunciato che il cielo si era completamente aperto!!!

Con guanti, cappelli e cappotti ben chiusi ci siamo riuniti nel prato innevato davanti alle casette: nel cielo nord le meravigliose stelle del carro facevano la loro comparsa a destra, mentre Cassiopea, era alta a sinistra, al centro tra le due la stella Polare, unica stella fissa del nostro cielo (boreale). Guardando invece l’orizzonte sud abbiamo iniziato a familiarizzare con le stelle principali e le costellazioni del cielo invernale: Rigel, la stella blu del piede della costellazione di Orione era ben visibile e con le stelle Sirio e Procione formava un angolo retto, base dell’Esagono invernale. Siamo poi rientrati in aula per disegnare su un foglio quanto avevamo osservato e attendere il trascorrere del tempo per la seconda osservazione. Uscendo dopo circa un’ora abbiamo potuto constatare che il cielo era completamente diverso! Intorno alla stella Polare Cassiopea era scesa e quasi scomparsa sotto l’orizzonte, mentre il Carro era ora alto nel cielo, la Polare segnava fissa il nord. A sud l’esagono non risultava più orientato con la punta verso l’alto, ma si trovava disteso e a est era sorta la costellazione del Leone! Siamo rientrati per segnare ora sul foglio le nuove posizioni degli astri nel cielo e finalmente siamo andati a dormire.

La notte successiva, divisi in quattro gruppi abbiamo osservato gli orizzonti ogni due ore a partire dal tramonto, misurando con il quadrante la posizione delle stelle in gradi, che compivano il loro percorso nel cielo. Stanchi, ma soddisfatti a tarda sera siamo andati a dormire. Il giorno successivo abbiamo presentato il nostro orizzonte agli altri gruppi, completando e condividendo così l’osservazione del cielo e potendo ammirare il movimento delle stelle e dei pianeti. L’ultima sera non abbiamo compiuto ulteriori osservazioni e i ragazzi hanno potuto condividere canti e cori nella sala comune prima di andare a riposare. La mattina della partenza i ragazzi arrivavano ai tavoli della colazione lenti e silenziosi, pronti ormai per la partenza, ma per nulla contenti di doverlo fare. Prima di partire i due gruppi di euritmia hanno condiviso il proprio lavoro con noi maestri e dopo aver caricato i bagagli abbiamo cominciato a salutarci, tra scambi di numeri, abbracci, saluti e la promessa di rivedersi a Firenze.

Maestra Chiara Filaferro

Lascia un commento